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Outside the Gate

  • Immagine del redattore: Alessandro
    Alessandro
  • 1 giu 2024
  • Tempo di lettura: 1 min

Settimo album in studio per la band post-punk inglese guidata da Jaz Coleman, questo lavoro segna una notevole differenza stilistica rispetto alla produzione precedente, con complessi arrangiamenti sintetizzati e una chitarra in secondo piano. L’album avrebbe dovuto essere un progetto solista di Coleman, ma per i costi crescenti fu trasformato in un lavoro dei Killing Joke. Non vi fu tuttavia tra i membri una reale condivisione di intenti e le divergenze sulla direzione musicale intrapresa portarono all’esclusione del batterista Paul Ferguson (co-fondatore del gruppo) (1).

I dissidi interni, alimentati anche dall’ego del duo Coleman-Walker (che compaiono nel doppio ritratto in copertina), si riverberano in un ascolto che non regala nessuna emozione, forse per via di una pretenziosità che non trova alcuna soluzione memorabile e attesta l’album su un livello certo non elevato.

Un gruppo irriconoscibile, nemmeno lontanamente paragonabile a quello dello strepitoso e omonimo debutto del 1980.


Artista: Killing Joke

Titolo: Outside the Gate

Genere: synth-pop

Etichetta: EG (Virgin)

Anno: 1988

Supporto: vinile

Stampa: UK, 1988




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